Glengoyne

La Glengoyne Distillery, storica distilleria a cavallo tra Highlands e Lowlands, fa della lentezza uno dei suoi cardini produttivi: unhurried since 1833, la lunga distillazione produce un whisky deliziosamente fruttato e corposo.

Una distilleria sorge sotto Dumgoyne, l'estrusione più occidentale delle Campsie Fells, fin dal 1833, quando la famiglia Edmonstone (il principale proprietario terriero della zona) iniziò la produzione, passando poi il controllo alla famiglia MacLelland negli anni '50 del XIX secolo – famiglia che, a sua volta, la vendette ai blenders Lang Bros di Glasgow nel 1876. Furono loro a cambiare il nome originale della distilleria, Burnfoot, in Glen Guin, anglicizzato poi in Glengoyne nel 1905. Il whisky di Glengoyne ha svolto un ruolo fondamentale nei blend di Lang Brothers e in quelli di Robertson & Baxter, divenuta Edrington nel corso dei decenni. Proprio Edrington acquistò Lang Brothers nel 1965, e con essa anche la stessa Glengoyne..

Gli imbottigliamenti di single malt sono iniziati all'inizio degli anni '90, quando Glengoyne è stato messo in commercio come "the unpeated malt", visto che neppure una particella di torba è coinvolta nella produzione, neanche la fonte d’acqua tocca terreni con torba! Una delle peculiarità di Glengoyne è il fatto che, geograficamente, la distilleria si trova nelle Highlands mentre i suoi magazzini, proprio di fronte alla strada, sono nelle Lowlands. Nel 2003 Edrington la vendette a Ian MacLeod, che si è successivamente (e con enorme successo) concentrato sullo sviluppo del marchio come single malt e della distilleria come destinazione turistica multifunzionale. Oggi la distilleria conta più di 50.000 visitatori all'anno.

La distilleria, che ha una capacità di oltre 1000000 di litri, usa orzo di Simpson’s, attua una fermentazione di 56 ore per avere un wash molto pesante, cosa contrastata dalla distillazione nei estremamente lenta nei tre alambicchi (un wash da 12600l, due spirit da 5000). Tutti gli alambicchi sono dotati dei cosiddetti bulbi di ebollizione, il che aumenta la quantità di contatto con il rame, mentre il riscaldamento delicato del wash e dello spirit contribuisce a massimizzare il tempo in cui il vapore dell'alcol può giocare con il rame.

Questa massimizzazione del riflusso produce un new make delicato, dolce e fruttato, e al contempo molto pesante. Per questa ragione, il whisky si bilancia molto bene con la maturazione in botti ex-Sherry, tipologia di botte prevalente nella prassi della distilleria.

Prodotti