Tomatin

La Tomatin Distillery è stata la più grande produttrice di whisky negli anni '70: ora, a un passo dal suo 125° anniversario, punta sulla sostenibilità e sulla qualità di un whisky delle Highlands morbido, fruttato e di grande personalità.


Tomatin Distillery
Situata pochi chilometri sotto a Inverness, nel cuore delle Highlands, Tomatin ha una storia che si lega a doppio filo con quella del whisky scozzese nel Novecento. Fondata nel 1897, nel pieno del boom del whisky di fine secolo, la distilleria vive qualche anno di incertezza fino al 1909, quando incomincia a produrre stabilmente. Da lì in poi il processo di crescita è costante, con continui ampliamenti: tra il 1956 e il 1974 gli alambicchi passano da 2 a 23, e all’epoca Tomatin diventa la distilleria più grande di Scozia con una capacità produttiva di oltre 10 milioni di litri annui. Pur generando anche una minima quota di whisky destinato ad essere imbottigliato come single malt, in questi anni il business della distilleria è per lo più il bulk supply, ovvero la produzione di whisky di malto come componente per i blended, tra cui spiccano Antiquary e The Talisman. Il punto di massima espansione di Tomatin coincide però con una delle più grandi crisi dell’industria del whisky, e di fatto la distilleria non lavorerà mai a pieno regime; addirittura, nel 1985 viene messa in liquidazione.
A questo punto sono due clienti storici della distilleria, i giapponesi Takara Shuzo e Okura & Co, a rilevare Tomatin, facendone la prima casa scozzese di proprietà orientale. Il percorso viene dunque ricalibrato, e il focus diventa la qualità più che la quantità: avendo acquisito nel 1997 il marchio The Antiquary una parte della produzione continua ad essere destinata al blending, ma pian piano si punta a rilanciare Tomatin come single malt.

Dal 2000 sono solo 10 gli alambicchi usati sui 12 presenti, e la produzione si attesta sui 2 milioni di litri annui, una quota considerata sostenibile anche in caso di nuove crisi del mercato. Grazie all’intenso lavoro di rilancio degli ultimi anni, nel 2016 Tomatin ha vinto il premio come distilleria dell’anno secondo Whisky Magazine, e nel 2017 quello come “Brand Innovator” nell’industria del whisky.
Il passato di Tomatin come ‘grande fabbrica’ regala oggi alla distilleria un fascino decadente, al limite dell’archeologia industriale, che la proprietà sta cercando di preservare e valorizzare. Inoltre, negli edifici che circondano la distilleria abita buona parte dei dipendenti di Tomatin. Il whisky qui prodotto, anche grazie ad un processo di fermentazione decisamente lungo (addirittura una settimana, il più lungo di Scozia!), sviluppa nel corso della maturazione aromi elegantemente fruttati, generalmente identificati come tropicali, cui talora si abbinano note più spigolose e minerali, tipiche del carattere più autentico delle distillerie delle Highlands.
Nel corso degli ultimi anni Tomatin ha ulteriormente ampliato la propria offerta, rinnovando nel 2016 l’intera linea ed offrendo pacchetti tematici dedicati all’importanza e all’apporto delle tipologie di legno nella maturazione. Proprio questo aspetto è cruciale nella definizione del carattere del whisky di Tomatin: basti pensare che è precisa volontà del distillery manager l’utilizzo di botti di quercia americana ex-bourbon da tutti i produttori statunitensi, così da poter sfruttare tutte le sfumature diverse offerte dall’invecchiamento e da poter dosare a piacere le varie componenti in fase di assemblaggio. Infine, per la maturazione delle oltre 140000 botti Tomatin utilizza ancora due cantine tradizionali basse (dunnage warehouse), oltre alle dodici cantine moderne (racked).
Nel 2022, anno del suo 125° anniversario, Tomatin ha deciso di puntare ancora di più sui suoi valori fondanti: l'attenzione verso la comunità locale, la cura per le persone che lavorano in distilleria, la qualità del distillato e la sostenibilità a lungo termine del progetto, il tutto all'insegna della convivialità. To what matters.



















